Sicurezza Alimentare

Cultura della Sicurezza Alimentare

Non basta dichiararla: serve costruire evidenze che dimostrino come l’azienda produce alimenti sicuri, ogni giorno.

Quanto vale l’immagine della tua azienda?

Una cultura da dimostrare

Dal 2021 il Regolamento (CE) n. 852/2004 contiene un capitolo che molte aziende non hanno ancora aperto. Il Capitolo XI bis dell’Allegato II, introdotto dal Regolamento (UE) 2021/382, chiede agli operatori del settore alimentare di istituire e mantenere una cultura della Sicurezza Alimentare e, qui sta il punto, di fornire prove che la dimostrino.

Non è una dichiarazione di principio. Il testo elenca elementi precisi da presidiare: l’impegno della dirigenza e di tutti i dipendenti, il ruolo guida nella produzione di alimenti sicuri, la consapevolezza dei pericoli da parte di chiunque lavori in azienda, una comunicazione aperta che comprenda deviazioni e aspettative, risorse sufficienti a garantire una manipolazione sicura degli alimenti. Ognuno va tradotto in evidenze che reggano a una verifica.

Controlli e clienti

La richiesta arriverà

Il controllo ufficiale che entra oggi nella tua azienda si concentra ancora, nella pratica, su strutture, temperature e registrazioni. È probabile che nessuno ti abbia mai chiesto di dimostrare la cultura della Sicurezza Alimentare. Ma non sarà l’autorità sanitaria il primo soggetto a chiedertela: saranno i tuoi clienti.

Gli standard volontari di Sicurezza Alimentare richiedono già un piano documentato, con obiettivi, azioni, responsabilità e misurazione dei risultati. Il giorno in cui un cliente invia un questionario fornitore o si presenta per un audit di seconda parte, la domanda arriva. E non si costruisce in tre settimane qualcosa che richiede un anno di lavoro.

Vantaggio concreto

Arrivare preparati

Chi ci arriva preparato non si limita a superare l’audit. Diventa il fornitore che un’azienda certificata può inserire nella propria filiera senza riserve. È una posizione che apre l’accesso a committenti che prima non ti prendevano in considerazione.

Il Regolamento chiede espressamente che l’attuazione tenga conto della natura e delle dimensioni dell’impresa: un birrificio da cinque persone e uno stabilimento da duecento non devono fare la stessa cosa.

La misura giusta

Costruire evidenze che reggono alla verifica

Definire il livello giusto è la prima decisione, ed è quella in cui si sbaglia di più. Per eccesso, costruendo un sistema che nessuno userà. Per difetto, producendo carta che non dimostra nulla.

Il mio lavoro comincia da lì: stabilire dove deve arrivare la tua azienda, costruire evidenze che reggono a una verifica e poi tenere la rotta. Perché la cultura della Sicurezza Alimentare non è un documento che si consegna una volta: è qualcosa che va mantenuto vivo mese dopo mese e, senza un presidio dedicato, tende a spegnersi appena finisce l’urgenza che l’ha generato.

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